“Perchè sei vegetariano?”
“Perché odio i vegetali e voglio distruggerli tutti.”

 Così un mio amico spiegava le proprie scelte alimentari.

Un modo elegante per dire: Diamine devo spiegarti la mia filosofia di vita adesso? Proprio adesso mentre sto mangiando?

Anche perché tra un bisogno primario come il mangiare e un prodotto del pensiero evoluto, come la logica, se c’è relazione di sicuro non c’è compenetrabilità. E perchè mai vi dovrebbe essere?

Aggiungo altre convinzioni sentite in giro. Normalmente in tavolate vichinghe in cui ognuno portava qualcosa e tutti dovevano assaggiare tutto (una specie di maratona di cibo e vino).

“Almeno una volta al mese è bene mettere sotto shock l’organismo mangiando e bevendo molto.”

Fatto. Come molti magri sono capace di imprese epiche. Ho messo sotto shock l’organismo mio e degli astanti.

“Digiunare di tanto in tanto rende più lucidi. E’ come una specie di pulizia interiore e mentale.”

Fatto. Posso confermare. Elimini tutto ciò che ti è estraneo. Sono rimasto da solo con il mio corpo e con il mio cervello. Un’esperienza di una noia devastante.

“Mai dire che hai una qualche restrizione alimentare e che ti sei portato un piatto da casa per questo. La gente non resiste. Deve provare quello che ti sei portato. Una sorta di modo per non farti sentire escluso. A seguire digiuno.”

Fatto. Vedi sopra.

… infine …

“Prepara i pasti del giorno scrivendoli prima. Impossibile sbagliare la dieta.”

Fatto. Quando seguivo la dieta a Zona. Dovrei avere ancora da qualche parte il quadernino: ecco il motivo per cui davvero non credo che logica e amore per il cibo possano mischiarsi nello stesso piatto.

 



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