Poi in Giappone ho trovato l’illuminazione. Degli spaghetti in un brodo di pesce che ancora me li sogno la notte.
Ma non ero ancora pronto. Voltai le spalle a ciò che mi diceva il cuore e ingannai me stesso.
Ma c’era un vuoto dentro di me. Più o meno all’altezza dello stomaco.
Poi accadde il miracolo. Perché il Mostro di Spaghetti Volante è buono e misericordioso, persino se condito con dei broccoli.
La rete nel suo immenso mare ospitava una sua chiesa.
Ecco cosa mi mancava. L’aspetto teorico del credo!
Così scopro dell’importanza dei pirati (statistiche alla mano), del paradiso di birra e fabbriche di spogliarelliste, del venerdì festa religiosa.
E grazie a ciò scopro che non mi interessa nè credere in qualcosa giusto per credere in qualcosa, nè darmi giustificazioni per credere in ciò che ritengo giusto credere.
Grazie mostro di Spaghetti volante.
Grazie amici pirati.
Grazie scheletro.
… e in fine grazie a tutti i fanatici e gli integralisti religiosi.
Senza di loro questo post non avrebbe senso.








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